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Il Passo del Frate

posted by Gabriele Marazzini on agosto 7, 2018

Il Passo del Frate è un curioso intaglio sulla lunga cresta che dall’Adamello scende a Sud. Irta e selavaggia, passa dal Corno di Cavento e dal Caré Alto, cingendo il ghiacciaio di Lares, e alla fine arriva morbida sui dolci pascoli del Dosso dei Morti. Il nostro passo è nell’area di contatto tra il granito a Nord e il calcare a Sud, quindi una zona di rocce metamorfiche (dicono i testi, a me sembra marmo), con il bianco che spicca tra il verde dei prati, il grigio del granito e il grigio rossastro del calcare. In più, proprio al passo, un monolite che vedi da lontanissimo richiama il profilo di un frate con l’ampio cappuccio sulla schiena.

La salita, dopo la spettacolare Cascata della Cravatta, ci porta sui pascoli di Malga Maggiasone, da oltre 25 anni gestita dai volontari del Mato Grosso; hanno solo manze, che non devono mungere e lasciano sui pascoli alti. La malga quindi non è una stalla, ma un punto di accoglienza, pieno di bambini e di ragazzi.

Lasciato il pascolo, il comodo sentiero militare ti porta fino al canale sotto il passo. Lo risaliamo faticosamente immaginando che il tempo si sia portato via tutte le attrezzature che i fanti del Kaiser dovevano aver installato per non arrancare così ogni volta. Al passo, come al solito, impressionano i resti del presidio austriaco della Grande Guerra. Basi di baracche, supporti di teleferiche, caverne, piazzole: il nemico era di là, sulla cresta dall’altra parte della valle.  La specialità qui era scavare scalini nella roccia.

Riposiamo. Mangiamo. Esploriamo i dintorni. Percorriamo la scalinata che ancora si vede sulla cresta verso il Monte Corona: lo sento come un dovere verso chi cento anni fa ha tracciato questi percorsi a colpi di mazza. Attraversi in silenzio la loro fatica e il loro sacrificio e sei costretto ad ammettere quanto sia stata fortunata la nostra vita.

Per la discesa affrontiamo l’altro lato del canale, più facile grazie a qualche attrezzatura installata anni fa. Anche se la neve del primo inverno ha spazzato via i cavi di sicurezza, le cambre nei punti strategici facilitano non poco la discesa.

La lunga sosta alla Malga, condita da un buon caffè e da abbondanti grappe ai gusti più diversi, chiude nel modo ideale una giornata splendida.

Gabriele con Francesca, 19 luglio 2018

Park a ca 1400 m, in Val d’Arnò (laterale della Val di Breguzzo) all’imbocco del sentiero 262 – Malga Maggiasone m 1716 – Attacco del Canale m 2108 – Passo del Frate m 2248 – Scalinata m 2350.

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Categoria: escursionismo, Tags:

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