IMG_0969 Adamello dal passo Premassone

Sun strac (a spasso sul sentiero #1 dell’Adamello)

posted by Gabriele Marazzini on ottobre 22, 2018

Fantastica (e anche faticosa) cavalcata sull’Adamello bresciano, di valle in valle, scavalcando creste e passi. Nonostante il meteo avverso di 3 giorni su 5, la montagna ci ha accolto con le sue meraviglie, sconfiggendo i demoni che con l’incertezza e l’ignoto tentavano alcuni di noi. Il fascino misterioso e potente della montagna, che abbiamo assaporato così intensamente in quei giorni, riempie ancora il nostro cuore e ci resterà a lungo.

Lasciata l’auto a Malga Caldea (il punto di arrivo nei pressi di Temù), rientrati a Cedegolo e caricati gli altri che avevano pazientemente atteso in pasticceria (poveri!), raggiungiamo Malga Lincino in cima alla Val di Saviore. Finalmente in marcia.

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Subito la via si impenna e gli altri là davanti mi distanziano. Poco male, sarà spesso così nei giorni seguenti, ma devo arrivare alla fine tutto intero. Sbuchiamo finalmente all’imbocco della Valle Adamé con il Rif. Lissone, mentre nuvoloni fitti e neri non lasciano presagire nulla di buono.

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Percorriamo la valle in leggera salita e la leggera pioggerella diventa presto un diluvio. La sosta alla Baita Adamé, anche se riscaldata da un tè e da una minestra bollente, non rasserena, perché la strada è ancora lunga e la pioggia continua incessante.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA 01_0730 - creste a sud del forcel rosso 01_0732 - val adamé 01_0733 - val adamé sdr dav 01_0734 - val adamé 01_0735 - val adamé mde

Ripartire richiede un certo sforzo. La salita, ripida, prima sull’erba e poi sui sassi, ci porta alle roccette con gradini e catene. Poi i massi granitici su cui saltare con attenzione.

sdr dav dav01_0735a salita al P.so Poia 01_0736 01_0736c

Dal Passo Poia, tra le nubi nel cielo nero, si intravedono appena lingue di ghiaccio. Chissà cosa c’è lassù! Non c’è tempo per fermarsi. Lunga, interminabile discesa su sfasciumi e grandi massi.

01_0738 -vedretta di Salarno sdr 01_0737- discesa dal passo Poia 01_0738a OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA 01_073901_0740 - rif prudenzini e laghi sottostanti

La pioggia rallenta e infine cessa, ma ormai ci siamo quasi, anche se il rifugio Prudenzini ancora non si vede, coperto da una spalla. Appare (finalmente!) solo una ventina di minuti prima di raggiungerlo, fradici.

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Appena il tempo di lavarci e cambiarci e siamo a tavola per la cena. Armando e Filippo, che si riveleranno i nostri campioni, sono già lì da un’ora almeno. Per non parlare poi di Miriam, Stefania e Morena, le TreQueen partite presto, che Maurizio, nonostante avesse corso tutto il giorno, non è riuscito a raggiungere e che si sono perfino annoiate nell’attesa del gruppo.

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A colazione non c’è grande entusiasmo: non piove, ma il cielo grigio non è che ti apre il cuore. E poi le previsioni danno di nuovo brutto da mezzogiorno. Oggi il programma prevede la salita al Bivacco Gianantoni, da cui potremo ammirare il Pian di Neve, uno dei ghiacciai più grandi delle Alpi. Comunque ci incamminiamo in ordine sparso, mentre qualcuno resta in branda. Attraversiamo il torrentello in piena su un ponticello che appare posticcio, risaliamo la valle, curiosiamo dentro il rudere dell’antico rifugio Salarno (del 1881) le cui grandi pietre a secco non appaiono più così solide.

02_IMG_0741a OLYMPUS DIGITAL CAMERA 02_IMG_0743 02_IMG_0744 OLYMPUS DIGITAL CAMERA 02_IMG_0755 - antico rif Salarno

Risalita la morena, comincia la danza sui massi di granito. Prendendo quota possiamo vedere i laghi in basso nella valle. Il vento sposta le nubi e appare qualche squarcio di azzurro nel cielo. Deboli raggi di sole si infilano tra le nubi che, a monte, si infittiscono e diventano sempre più nere.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA 02_IMG_0760 02_IMG_0761 02_IMG_0763 02_IMG_0765 02_IMG_0768 OLYMPUS DIGITAL CAMERA 02_IMG_0769 02_IMG_0769a OLYMPUS DIGITAL CAMERA mde 02_IMG_0772 - i laghi sotto il prudenzini OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Siamo intorno ai 3000 m, stimiamo che manchi ancora più di un’ora alla meta e la fine della tregua meteo si avvicina: un’altra doccia? Anche no! Breve consiglio e decidiamo di rientrare. Anche Nicole che era già salita un po’ più su, rientra. Filippo e Armando, più veloci sono probabilmente già arrivati. Confidiamo nelle loro fotografie!

02_IMG_0773 02_IMG_0775 - max quota raggiunta 02_IMG_0778 02_IMG_0779 OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA 02_IMG_0782 OLYMPUS DIGITAL CAMERA 02_IMG_0783a 02_IMG_0783b 02_IMG_0783c 02_IMG_0783d 02_IMG_0783e 02_IMG_0783f

La discesa sui massi è al solito lenta e faticosa. Ai margini del vallone, incrociamo un bel branco di stambecchi.  La pioggia, che ha ripreso a cadere decisa, ci accompagna nell’ultima mezz’ora di rientro al Prudenzini. Ciò nonostante, Michela e Giovanna si attardano con le loro esplorazioni botaniche. Apprendiamo che Giuliana, a causa del mal di schiena è scesa a valle.

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Lungo pomeriggio in rifugio con pioggia battente: la proposta di uscire a vedere i laghi poco sotto il rifugio cade nel disinteresse generale.

Le previsioni sono brutte anche per domani, così che la lunga traversata fino al Tonolini sarà ancora più impegnativa.

03_IMG_0798 - il via dal Prudenzini

Oggi tappa lunga. Partiamo un po’ più presto. Cisco, ancora dolorante per la botta del primo giorno, resta qui e Nicole con lui. Scenderanno a Cedegolo lunedì dove ci rincontreremo. Gionata fredda, ma almeno non piove. La via è subito ripida e ormai sappiamo com’è: prima un solco a salti scivolosi nell’erba, poi sassi e roccette, gradini e catene non mancano, con l’immancabile danza sui massi. Le nubi corrono e coprono le creste che dobbiamo immaginare.

03_IMG_0800 03_IMG_0803 - salita al Miller 03_IMG_0805 - salita al Miller 03_IMG_0806 - vedretta Salarno salendo verso il Miller 03_IMG_0807 03_IMG_0808 03_IMG_0808a - salita al Miller 03_IMG_0809 - salita al Miller 03_IMG_0815c 03_IMG_0815d 03_IMG_0815d1 03_IMG_0815e03_IMG_0815f

Al passo Miller non ci si può neanche fermare, tanto è stretto e scomodo.

03_IMG_0817 - Passo Miller 03_IMG_0817a - Passo Miller 03_IMG_0817b 03_IMG_0817c 03_IMG_0818a in cima al P.so Miller (2) 03_IMG_0818b in cima al P.so Miller

Il canale al di là, ripidissimo, in parte attrezzato, ci porta ai piedi di gigantesche placche lisce (chissà se qualcuno le tenta in aderenza) e poi su una sterminata distesa di sfasciumi attraverso i quali cercare la strada. Poco sotto si comincia a vedere il rif. Gnutti col suo lago e, lontanissima, la conca del Baitone, dove dovremo arrivare. Confesso che alla prima vista ebbi un attimo di sconforto, presto superato considerando che la giornata era ancora lunga. Il sole, che stava illuminando la lunghissima cresta di Cima Plem, Corno di Cristallo e Corno del Lago, ci regalava finalmente un po’ di Adamello come ce lo aspettavamo!

03_IMG_0818c Valle Miller dal P.so 03_IMG_0818e 03_IMG_0818e1 03_IMG_0818f 03_IMG_0819 03_IMG_0820a - la val Miller dal passo 03_IMG_0823 - discesa dal passo Miller 03_IMG_0824 03_IMG_083003_IMG_0833 - discesa dal passo Miller 03_IMG_0834 - discesa dal passo Miller03_IMG_0835a 03_IMG_0843 (2) 03_IMG_0844 03_IMG_0845 03_IMG_0849 - lago Miller e rif Gnutti 03_IMG_0850 - discesa al Gnutti

Si scende, si scende e sembra di non arrivare mai. Ma poi eccoci al torrente e subito dopo al Gnutti. Tutti dentro a mangiare qualcosa, mentre fuori il tempo peggiora e grandi nubi nere si addensano. Ho l’impressione che anche oggi…. Non fa nulla, ormai sono fatalista incallito, disposto a tutto.

03_IMG_0854 - discesa al Gnutti 03_IMG_0860 - discesa al Gnutti 03_IMG_0861 - discesa al Gnutti 03_IMG_0863 - lago Miller e rif Gnutti 03_IMG_0863a 03_IMG_0864 al Rif. Gnutti 03_IMG_0865 03_IMG_0866

Qui purtroppo Giancarlo deve rinunciare: il suo ginocchio, reduce da un’operazione, si ribella e lo obbliga allo stop. Ripartiamo divisi in due gruppetti e scendiamo verso l’uscita della valle. Le nubi ci permettono di intravedere laggiù, 500 m più in basso, Malga Premassone e dietro le spalle la ripidissima Scala del Miller. Non siamo ancora arrivati al Passo del Gatto che di nuovo dobbiamo tirar fuori mantelle, giacche e coprizaini. Che novità!

03_IMG_0868 - rif Gnutti 03_IMG_0875 03_IMG_0875b 03_IMG_0876 P.sso del Gatto 03_IMG_0877 03_IMG_0878 03_IMG_0879b

Al rifugio Baitone ormai piove a dirotto. Qualcuno preferisce fermarsi in attesa che la pioggia rallenti, io invece proseguo. Ancora una volta sono vittima della frenesia di arrivare. In fondo non manca molto. Procedo lento per non scivolare, Michela e Giovanna mi lasciano indietro, sono solo, la mantella svolazza, nei passi più ripidi rischio di inciampare, ma ricordo questo tratto di percorso con piacere: mi sentivo bene, la pioggia non era un fastidio, la meta vicina mi lasciava tranquillo. La parola che oggi mi viene da dire è: bello!  Strano? Forse sì. Però le vie delle emozioni sono a volte imperscrutabili.

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Finalmente, in cima alle roccette, ecco il rifugio Tonolini, celato dalla nebbia fino all’ultimo. Stupenda l’accoglienza del gestore: “dammi la mantella (grondava acqua) e la roba bagnata, che la porto giù ad asciugare; il resto lo metti li accanto alla stufa”. Grande! Una bella doccia calda, una cena squisita concludono una giornata comunque bellissima, che lo scalcagnato coretto, improvvisato dopo cena, chiude degnamente. Non ci spaventa neppure la neve che la sera già cade sulle cime attorno a noi. Siamo sereni: se non riusciremo a traversare il temibile Passo di Premassone, scenderemo da qui.

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Finalmente ci svegliamo in una bella mattina di sole. Fa Freddo, la conca del rifugio è ancora in ombra, ma il cielo è blu, il sole illumina le creste, imbiancate da una spolverata di neve. Pochi centimetri, ma sufficienti a trasformare il paesaggio in qualcosa di magico. Ce la prendiamo comoda, aspettando che il sole faccia il suo lavoro, pulendoci almeno un po’ la via di salita. Vediamo un gruppo che sale lento, saranno diretti ai Laghi Gelati. C’è la ragazza in pantaloncini corti, felpina e scarpette da runner che parte presto per il Garibaldi; ma non ha freddo?

04_IMG_0893 - al rif Tonolini 04_IMG_0910 - al rif Tonolini

I primi a muovere sono Maurizio e le sue TreQueen. La bella giornata, finalmente, alleggerisce il cuore, al punto che Maurizio dimentica perfino lo zaino! Poi partono anche gli altri. Costeggiamo il Lago Rotondo, poi i grandi massi, arriviamo alla neve, solo una spolverata che non dà fastidio, il Lago Bianco là dietro, breve sosta al Lago Premassone, le grandi rocce lisce e finalmente il Passo Premassone.

04_IMG_0911 - lago Baitone dal rif Tonolini 04_IMG_0912 - lago Rotondo 04_IMG_0918 - salita al passo Premassone 04_IMG_0919 04_IMG_0920 - salita al passo Premassone 04_IMG_0921 - lago Bianco + lago Rotondo + Tonolini 04_IMG_0927 - salita al passo Premassone 04_IMG_0932 - lago Premassone 04_IMG_0935 - salita al passo Premassone 04_IMG_0937 - lago Premassone 04_IMG_0938 - salita al passo Premassone 04_IMG_0939 - salita al passo Premassone 04_IMG_0940 - salita al passo Premassone + Cima Plem 20180826_11525204_IMG_0943 04_IMG_0943a 04_IMG_0944 - salita al passo Premassone 04_IMG_0951 - lago Pantano dal Passo Premassone

 

Ed ecco sua maestà, che ci spalanca la sua imponente parete Ovest, appena imbiancata, con la corona di creste che si estendono senza fine in ogni direzione. Giorni e giorni di acqua, nubi e grigio per arrivare qui, ma che meraviglia! Che regalo! Che spettacolo!

04_IMG_0954 - Cima Plem dal Passo Premassone 04_IMG_0955 04_IMG_0957 04_IMG_0958 04_IMG_0959 04_IMG_0960 04_IMG_0963 - Corno di Cristallo dal Passo di Premassone 04_IMG_0966 - Adamello dal passo Premassone 04_IMG_0974

Dopo le foto di rito, gli altri preferiscono scendere subito al riparo. Io invece mi siedo e mangio lentamente. Riposo, ovviamente. Ma mi sembra di respirare, mangiare, bere tanta bellezza. Non ho parole per esprimere quello che sento, ma non importa: mi basta gustare in silenzio questo posto meraviglioso!

04_IMG_0977a - discesa dal Passo Premassone 04_IMG_0978a 04_IMG_0978c 04_IMG_0978d 04_IMG_0978e 04_IMG_0979 lago Pantano 04_IMG_0980 - discesa dal Passo Premassone 04_IMG_0981

Purtroppo devo muovermi, ancora ce n’è di strada. Scendo sulle roccette e le piccole cenge che tanto avevano spaventato i meno informati. E’ in ombra, ma la poca neve rimasta, anche grazie alle catene e ai cavi, non crea problemi. La discesa, al solito lunga e faticosa é senza storia. L’ultimo tratto sull’erba (giù diritto) non sembra neanche un sentiero. La passeggiata sulla diga del lago Pantano. L’ambiente surreale dei resti degli imponenti lavori idroelettrici sull’altro versante.

04_IMG_0983 - Adamello da Ovest 04_IMG_0984 04_IMG_0985 - diga del lago Pantano 04_IMG_0986 - Adamello da Ovest 04_IMG_0989 - diga del lago Pantano 04_IMG_0991 - diga del lago Pantano 04_IMG_0993 -lago Pantano

Risaliamo e subito un trasparentissimo torrentello invita ad un pediluvio nelle sue gelide acque. Poi la salita prosegue tranquilla fino al ripidissimo canale che porta alla Bocchetta di Pantano, nota anche come Passo del Lunedì, perché percorso dagli operai che, in un senso o nell’altro, all’alba rientravano al proprio cantiere dopo aver trascorso la domenica nella valle accanto. Anche la discesa è impegnativa, ripido e franoso il primo tratto. Traversati i soliti grandi massi granitici, passiamo accanto a quel che resta della Vedretta del Venerocolo, valichiamo l’ultimo dosso e siamo sulla diga del Lago Venerocolo. La percorro lentamente con il suo angolo a 90° e il rifugio Garibaldi che mi aspetta lì avanti. Sui canali sotto la diga e sui muraglioni i camosci leccano il sale. Il sole calante dipinge il lago e le creste nell’ennesimo quadro meraviglioso: il cuore canta leggero per la meta raggiunta e la fine della fatica.

04_IMG_0996 - lago Benedetto e lago d'Avio dal Lago Pantano 04_IMG_1002 04_IMG_1006 - salendo al passo Pantano 04_IMG_1009 - salendo al passo Pantano 04_IMG_1009a 04_IMG_1010 - dal passo Pantano 04_IMG_1011 - dal passo Pantano 04_IMG_1012 04_IMG_1013a 04_IMG_1014 - discesa dal passo Pantano 04_IMG_1015a 04_IMG_1016a 04_IMG_1018 - rif Garibaldi e lago Venerocolo 04_IMG_1020 - diga del Venerocolo 04_IMG_1021 04_IMG_1021a 04_IMG_1023 - rif Garibaldi e lago Venerocolo 04_IMG_1024 04_IMG_1025

Domani scendiamo e sarà davvero solo una passeggiata.

 05_IMG_0998 05_IMG_0999 05_IMG_1000 05_IMG_1002 - rif Garibaldi 05_IMG_1003 05_IMG_1004 05_IMG_1005 - diga di Pantano dal rif Garibaldi 05_IMG_1050 - discesa dal rif Garibaldi 05_IMG_1055 05_IMG_1056 05_IMG_1057 05_IMG_1061 - discesa dal rif Garibaldi 05_IMG_1063 05_IMG_1065 - lago Benedetto e lago d'Avio 05_IMG_1066

23-27 agosto 2108 da Malga Lincino in Val Saviore a Malga Caldea in Val d’Avio

Gabriele con Filippo, Raffaele, Sergio, Cisco, Giancarlo, Armando, Maurizio, Raffaella, Michela, Giuliana, Giovanna, Miriam, Morena, Stefania, Nicole.

Grazie a tutti i compagni che mi hanno regalato questa meravigliosa esperienza.  Un grazie speciale ai nuovi amici e soprattutto alle ragazze che hanno tirato il gruppo!

Categoria: escursionismo, escursionismo di più giorni, escursionismo e via ferrata, Tags:

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